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I noleggi >> Anno 2007

Taste of Light by F. Blake e Logan hanno ottenuto il sospirato lieto fine, ma il Bene e il Male hanno in serbo per loro una missione particolare. Logan, divenuto il dio dei sogni, deve riportare in cielo un angelo caduto. Per quale motivo El e Lou hanno chiesto ai due amanti di occuparsi di questa missione? Quali sono i veri intenti del Bene e del Male?

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Sep 25, Lara Di Iorio rated it really liked it. Oct 30, Feel The Book rated it really liked it. Come mai? Non ci resta che attendere… Editing a cura di Lilith. Si conoscevano, si comprendevano, si accettavano, si rispettavano e si amavano come solo due fratelli potevano fare. Elyon e Lou sono due personaggi avvolti nel mistero, sappiamo davvero poco di loro, eppure possiamo dire di conoscerli da sempre.

Blake e Logan sono come sempre adorabili.


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Mi ha sorpresa il legame che tiene ancora Logan legato alla terra. Una situazione davvero affascinante, se inserita in un contesto del genere. Per non parlare di Kain e Storm. Quando ho letto di loro sapevo che li avrei amati. Come potrebbe essere altrimenti? La sua anima stava bruciando.

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Un fuoco alto e vivido con lingue che accarezzavano ogni cellula al suo interno. Ho grandi aspettative per il prossimo volume e spero tanto che le autrice mi daranno ancora una volta una storia unica. Oct 03, Francesca Vallicelli rated it liked it. Oct 08, Babette Brown rated it really liked it. Il merito di questo episodio 1. Blake pare aver rinunciato a capirli ma, naturalmente, noi lettori ci guardiamo bene dal rinunciare. E il sentimento di Blake verso di lui, totale e audace, tanto da fargli accarezzare decisioni inaudite e pericolose pur di proteggerlo, ne fa il suo compagno perfetto.

ALLE PORTE D'ITALIA.

Una coppia di cui non ci stanchiamo mai di conoscere tutte le sfumature. Potrebbe essere un azzardo, un aspetto superfluo, ma questo lo sapremo solo leggendo il seguito. E poi i mille ambienti dove Lou ed El si fanno trovare e che spaziano dal salotto alla spiaggia dei Caraibi.

E cosa dire della natura incontaminata dove Blake e Logan hanno la loro casa? In molti punti la scala era disfatta per lunghi tratti e il suolo tutto ingombro di calcinacci e di sassi, e ripido da doverci posare i piedi ben pari, per non [85] fare uno sdrucciolone che ci avrebbe levato la penna di mano per un trimestre.

E com'era tutto ingegnosamente combinato per far dell'ascensione un supplizio! Una flussione ai denti? Un reuma alle reni? Una polmonite? Un accidente? E noi su, e avanti, stronfiando, con le gambe di piombo, con cento rivoletti deliziosi che ci s'incrociavano sulla schiena e sul petto, e con la testa ciondoloni, come dei malati d'amore. Gli stessi calembours cadevano a terra spossati appena sfuggiti dalla bocca. A quando a quando, sentivamo parlare degli operai genovesi e lombardi, che lavoravano di fuori, invisibili a noi. Due o tre volte, ci raggiunsero per le scale e [87] ci passarono accanto dei soldati che portavan dei sacchi e dei cesti, e li seguitammo fin che sparvero in alto, con uno sguardo pieno d'invidia per la loro leggerezza ventenne.

Poi tutto ricadeva nel silenzio, e alle scale succedevano le scale vuote, mute, tetre, interminate.

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Il racconto era commovente; ma noi invidiavamo troppo quell'asino. Ma anche l'immaginazione sfiatava. Per riposarci qualche momento, senza sfigurare in faccia al sergente, ci soffermavamo come per ammirare la valle. Che bellezza! O meglio, quante bellezze!

Avevamo una grande passione per il paesaggio. Ricominciammo a salire, rincorati, a salire Ma caspita! Era un quarto d'ora ardito, o gonfio, come dicono i toscani. Era troppo oramai. Era un prodigio quella scala. Si sarebbe saliti per tutta la vita, dunque. Abbiamo da continuare, ci domandammo con voce fioca, seguitando a salire, dobbiamo crepare onoratamente per via, o affrontar l'infamia di una seduta? E allora lo raggiungemmo in pochi minuti, ed uscimmo all'aria aperta, sopra uno spianato battuto dal sole, in faccia alle montagne; e alzando gli occhi per cercar la cima del forte, ci vedemmo dinanzi un'altra serie sterminata di scale, che si perdevano in mezzo alle rocce.

Del rimanente non si raccapezza nulla. I magazzini, le casematte, le batterie, le scale oblique, i passaggi, gli sbocchi, presentano una tale apparenza di confusione, che neanche un ingegnere militare, in una rapida visita, credo ne caverebbe molto costrutto. Si sale, si sale sempre: questo lo ricordo assai bene. Per le porte semiaperte si vedono i magazzini pieni riboccanti di granate cilindriche, di granate sferiche, di scatole di mitraglia, di shrapnel , di bombe, che han l'aria d'aspettare, annoiandosi, il giorno di far del chiasso.

Si vedono i villaggi in fondo alla valle grandi come la palma della mano, e popolati di formiche; e il Chisone e la strada, come un nastrino argentato e un nastrino bianco, che serpeggiano un tratto l'uno accanto all'altro, e poi si nascondono fra i monti. Ci deve parere il giorno del giudizio, soltanto quando salutano gentilmente l'anniversario della Regina Margherita. E ne ha sentito del baccano, in vita sua, quella piccola valle, di cui tanti italiani non conoscono neppure il nome. Il mio amico ed io ce ne siamo fatti un'idea appuntando il nostro vecchio cannocchiale di sognatori nel vano d'una cannoniera, la quale tagliava proprio nel fondo della valle un piccolo quadrato verde, attraversato da un pezzetto di strada e da pochi palmi di torrente.

E poco dopo, un alto frastuono di tamburi e di trombe, un giovane re baldanzoso, dal gran cappello piumato, caracollante dinanzi a una folla di gentiluomini, una selva di lance imbandierate, cannoni e colubrine tirate da lunghe file di cavalli e spinte a forza di braccia, e picchieri, alabardieri e archibugieri, tipi normanni, picardi, guasconi, borgognoni, svizzeri, vestiti di assise strane e pompose, l'esercito splendido e insolente di Francesco I, che calava sopra Pinerolo, empiendo la valle di grida allegre e di canti.

Che bel luogo, per bacco, proprio fatto apposta per venirci a espiare i peccati del carnovale! Che paturne tutti quei poveri uffiziali, quando guardavano col viso contro i vetri la neve che calava a fiocchi serrati sulla valle bianca e deserta, pensando alle belle signore del Teatro Regio e ai veglioni chiassosi dello Scribe! Egli ha delle corrispondenze segrete e degli accordi misteriosi.